20 Solare è la notte - Anteprima

Solare è la notte - Anteprima

Buio come un arrocco corto, buio all’ombra della torre.

 

Non c’è contrapposizione d’anime. 

Il canto unisce verso l’unica direzione possibile. 

Levare gli ormeggi. 

Un viaggio può iniziare solo con il primo passo, gli altri verranno, tra il sole e la luna oppure tracciando linee da una stella all’altra. 

Inventare nuove costellazioni, nuovi segni d’uno zodiaco personale dal quale trarre i migliori auspici lungo l’ombra che il dito di pietra segna sul mondo.


canone                                                                       nel camminare

fra le stelle                                                                 illuminato e notturno

sfere celesti                                                                dominati e dominanti uniti


 

20 Solare è la notte - Radici

Le radici frattali di "Solare è la notte"

Sul finire del 2008, ho iniziato a teorizzare un'idea di collegamento fra poesia e matematica; Nell'agosto 2009 con l'uscita di Phi, ha preso forma il progetto per una poesia frattale (Phi agosto 2009 - Tetraktis novembre 2009 - Come felce verso il cielo maggio 2011).

Phi, una raccolta di 143 terzine che prendendo spunto dal rigore metrico e dall'essenzialità dell'haiku giapponese, ne ha modificato la metrica esaltando il rapporto aureo fra i versi, passando dal tradizionale 5, 7, 5 ad un "pitagorico" 3, 5, 8. La struttura espositiva e strutturale ha seguito la sequenza di Fibonacci, riproposta nel numero di terzine e nell'intera impaginazione.

Il secondo volume della trilogia, Tetraktis, uscito nel novembre del 2009, aveva quale prima parte dalla quale si è sviluppato Solare è la notte. Quel frammento orginario, nell'attuale seconda edizione, ha lasciato spazio completo ai decasillabi di un’ipotetica poesia grafica, nella quale è presente l'immagine del triangolo di Sierpinski (una delle classiche figure della grafica frattale).

Il progetto per una poesia frattale è poi proseguito nel maggio del 2011, con il terzo volume: Come felce verso il cielo, che ha completato la poesia grafica attraverso la crescita di un'ipotetica felce versificata attraverso il collegamento di nodi sillabici comuni.

La radice di questo progetto per una poesia frattale la ritroviamo in Solare è la notte, nel richiamo alla sequenza di Fibonacci dei quadri, nelle terne pitagoriche della metrica utilizzata, nella possibilità combinatoria delle terzine e dei singoli versi.

20 Solare è la notte

ISBN 978-88-85464-10-0

Prima edizione: Febbraio 2018 - Sillabe di Sale Editore

Video presentazione - Concertesia 14 aprile 2018 - Concertesia 12 maggio 2018

Postfazione dell’editore 

Lo confesso. Quando mi presentano un manoscritto di poesia, la mia prima tentazione è quella di scappare su Marte.

Per diversi motivi, non ultimo il fatto che in questo periodo la poesia è diventata una specie di Cenerentola della letteratura. Abusata, violentata, scritta da “poeti” che si autocelebrano, senza fantasia, senza idee, senza una base valida ma, soprattutto, senza una motivazione, un perché, una ragione. Poi ho conosciuto Massimo Apicella.

La sua “poetica” non è facile, non è immediata. Vuoi per la scelta di scrivere in terzine (scelta che, già da sola, obbliga a uno studio rigoroso della parola e, quindi, del suono della composizione), vuoi per il suo modo di intendere la poesia. Non come un fatto a sé stante, ma come una parte del tutto, come un’armonia rigorosa ma libera.

Libera di scatenare tutta la potenza delle parole. Non dimentichiamo mai che, prima di tutto, la poesia è “parola”, e cos’è la parola se non la possibilità di descrivere le cose, legandole tra loro per arrivare al “tutto”?

Concedetemi di dire che la parola, il “logos” è la radice di tutte le cose.

Nelle sue poesie, Massimo Apicella usa le parole in una ricerca dell’assoluta armonia delle cose, lasciando però, ed è questa la caratteristica fondamentale della sua opera, che il lettore sia libero di leggere e interpretare secondo uno schema privo di ostacoli o di forzature.

Il flusso delle parole, delle immagini, dei pensieri scorre quindi naturale, consentendo alle immagini di compiere il loro compito, entrando in sintonia assoluta con il lettore, che si abbandona ai versi e alla prosa.

È quindi un libro, questo, che ha una caratteristica che io non esito a definire stupefacente. Può essere diverso per ogni lettore, perché ogni lettore lo legge come meglio crede, seguendo, quasi, il suo “istinto”. Può addirittura leggerlo più volte variando lo schema di lettura, scoprendo ogni volta altre sfumature, altre concatenazioni di immagini, altri percorsi.

Perché la poesia, quella vera, è la ricerca dell’assoluto, dell’infinito, della ragione e del perché di tutte le cose.

Se dovessi definire Massimo Apicella, io lo definirei come il poeta dell’Essere o, se preferite, dell’Esistere. Credetemi, non è poco.

Piero Partiti


 

Un viaggio immaginativo. Un incontro di anime fra anime. Un'odissea interiore. Prosa. Poesia combinatoria. Letteratura esoterica. Musica di sfere celesti. Citazione ed eccitazione.

La narrazione si sviluppa in una serie di immagini tratteggiate con brevi pennellate di colori evanescenti. Di quadro in quadro il versificare a canone inverso risuona in un susseguirsi di fotogrammi evocativi. Un'opera pienamente in linea con l'Arte Immaginativa o del Pigro Sognatore del quale l'autore è ideatore.

Struttura dell'opera - Le radici frattali di Solare è la notte - Anteprima

 

20 Solare è la notte - Struttura

Solare è la notte - Versi di Sfere Celesti a canone inverso

Struttura dell'opera

L'opera è strutturata in due parti principali una in prosa ed una in versi. I quadri espositivi che vengono presentati nelle due parti sono dieci. Il collegamento fra le due parti è svolto da un corsivo "scacchistico", una storia nella storia, dove si narra dell'amore impossibile di un pedone per la regina.

Le parti in prosa sono in relazione emozionale (e tematica) con le rispettive parti in versi; le parti in versi sono composte da un totale di 143 terzine, con metrica alternata di 3, 4 e 5 sillabe con 6, 8 e 10 (terne di tipo pitagorico).

La strutturazione delle terzine all'interno dei dieci quadri segue i primi dieci numeri della sequenza di Fibonacci, un richiamo ai rapporti fra poesia e matematica le cui radici sono negli studi dell'autore per un progetto di poesia frattale e nella relativa trilogia (Phi, Tetraktis e Come felce verso il cielo).

La lettura più immediata è quella dalla prima terzina all'ultima; in parallelo è però affiancata una linea narrativa opposta, che scorre in senso inverso (dall'ultima terzina alla prima).

E' quindi possibile effettuare una doppia lettura lineare, cioè, pagina dopo pagina, dalla prima all'ultima e poi dall'ultima alla prima oppure, affiancata (prima-ultima, seconda-penultima, ecc). Essendoci un numero totale di terzine dispari (143), c'è una singola terzina centrale, con funzione di baricentro narrativo, ovvero fulcro attorno al quale avviene un'immaginaria rotazione del flusso narrativo.

Un'ulteriore possibilità di lettura è quella combinatoria e libera dei singoli versi. Una sorta di gioco compositivo che offre al lettore la possibilità di realizzare un proprio flusso narrativo, il proprio viaggio onirico di artista immaginatevi o "pigro sognatore".

Il respiro principale della narrazione in versi è data dal numero delle terzine presenti in ogni quadro, il ritmo invece deriva dalla modalità di lettura scelta.

L'opera è concettualmente politica, con una serie sovrapponibile di possibili suddivisioni narrative.

Il canone inverso citato nel sottotitolo è un riferimento alla tipica composizione contrappuntistica che ad una melodia, unisce una o più voci "ad imitazione". La voce che presenta la melodia, ovvero la sequenza principale (dalla prima all'ultima terzina), musicalmente parlado è l'antecedente, mentre la sequenza opposta (dall'ultima alla prima terzina) è la conseguente; le linee di lettura che è possibile costruire volta per volta con varie combinazioni (vedasi tabella seguente), sono altre conseguenti.

Numero di terzine per quadro

1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55

Sequenza principale

Antecedente

Sequenza inversa

Conseguente principale

Sequenza alternata delle terzine

Conseguente principale

Sequenza combinatoria delle terzine

Conseguente secondaria

Sequenza alternata dei singoli versi

Conseguente secondaria

Sequenza combinatoria dei singoli versi

Conseguente secondaria

 

 

19 Selva de varii passaggi

 

 ISBN 9788892340183

124 pagine - Prima edizione Febbraio 2018

video presentazione

Con questo “Ricercare emozionale per stromenti e versi brevi”, il cui titolo è preso a prestito in omaggio all’opera di Francesco Rognoni (1570-1626), viene presentata una teatralizzazione di musica e poesia che sviluppa i “Concerti per poeta e compositore”, dalla chiave jazzistica a quella classica.

Il recitativo, in forma di haiku e sonetti, è tessuto insieme allo sviluppo del racconto musicale che attraversa il periodo barocco, da Castello a Vivaldi, da Biber a Telemann, da Ortiz a Bach.

Un gioco combinatorio, un algoritmo ricorsivo, dove il verso/modulo “tre versi brevi”, ripetuto in forma di “ostinato”, offre al recitativo un’impronta ritmica speciale”, sostenendo simultaneamente il ruolo di pedale e di leitmotiv.

La lettura “dinamica” delle terzine, grazie alla ricombinazione dei versi attorno al perno delle sette sillabe centrali, fa si che il “basso continuo” del primo verso, in alcuni momenti arrivi a trasformarsi in una sorta di “ricciolo barocco”, un risuonatore che, enfatizza il recitativo attraverso gli haiku inseriti fra i movimenti ed i sonetti che invece segnano il cambio di compositore, introducendo ogni nuovo capitolo del programma musicale in una spirale emotiva in continuo movimento.

Un concerto di fotogrammi fluidi, nei quali musica e versi si alternano all'ascolto come onde e dove l’oscillazione dei piani sonori, fra moderno e antico, favorisce il coinvolgimento emozionale in una fantasia di note e parole.


tre versi brevi

parole limitate

all'essenziale

 


edera antica riveste il castello
voce di liuto graffita nell’aria
soffio richiama pensieri acquerello
valli, sentieri e umanità varia


dal piano profondo all’alto livello
snoda il cammino la via precaria
nel bosco rintocca un aspro duello
d’amore tenzone parte vicaria


a lato foresta punto focale
fumi, rintocchi d’obliata magia
raggiunge migrando buio felice


rinasce materia il piano finale
là delle stelle l’acuta regia
rosa,mercurio, regina Fenice


 

La Concertesia

Svetlana Fomina: viola d’amore, violino e viola

Massimo Apicella: voce recitante 

Brani scelti di:

Dario Castello, Antonio Vivaldi, Franz Biber, Carl Stamitz

Georg Philipp Telemann, Diego Ortiz, Johan Sebastian Bach.

 Versi originali di:

Massimo Apicella

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